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venerdì 24 maggio 2024

Una fiera rosso fuoco

Il racconto della seconda edizione della Fiera Valsugana Sostenibile e Solidale svoltasi a Levico Terme sabato 11 e domenica 12 maggio 2024. Tovaglie rosse, ma rosso fuoco anche la passione dei volontari e l'entusiasmo dei visitatori.

Una distesa di tovaglie rosso fuoco a coprire i tavoli degli stand è ciò che gli 80 espositori hanno trovato ad accoglierli all’interno del Palalevico. E una volta completato l’allestimento, il colpo d’occhio era sicuramente stimolante e accattivante, vista la varietà di prodotti, oggetti e temi che hanno caratterizzato la seconda edizione della Fiera Valsugana Sostenibile e Solidale svoltasi a Levico Terme sabato 11 e domenica 12 maggio 2024. Cosmetici, prodotti alimentari, artigianali e legati alla coltivazione biologica della terra, ma anche luoghi di scambio, angoli di terapie alternative, laboratori didattici, conferenze e degustazioni, senza dimenticare i punti di ristoro: tutti con una caratteristica fondamentale, quella di pesare il meno possibile sul pianeta e anzi, se possibile, cercare di alleggerirlo dalla preoccupante impronta che l’umanità gli sta imprimendo.

Rosso fuoco, come la passione che ha animato i volontari dell’associazione l’Ortazzo nell’organizzare e allestire un qualcosa nato quasi per scommessa e che alla fine ha raggiunto una dimensione che sembrava più grande di loro. Ma quando c’è la passione gli ostacoli si superano più facilmente e i sogni prendono forma quasi magicamente. È dal 2009 che i soci dell’Ortazzo si dedicano a coltivare il sogno di un mondo migliore, in cui l’uomo e l’ambiente possano ritrovare una dimensione armonica e non più dualistica. L’ambiente non è solo la nostra casa, ma è esso stesso costituito anche dalla nostra essenza umana, dal nostro vivere quotidiano, dalla nostra capacità creativa. E la Fiera Valsugana Sostenibile e Solidale, fiera di persone prima che di prodotti, ne è stata una dimostrazione, perché ha costituito un crogiuolo di idee, rapporti e progetti di donne e uomini provenienti da una stessa realtà locale e dirette verso lo stesso meraviglioso obiettivo: dimostrare che un’alternativa allo sfruttamento sfrenato delle risorse terrestri esiste ed è facilmente raggiungibile

Un esempio fra tutti? Durante l’incontro con Daniele Rosati dell’azienda agricola Sicherhof, in cui si parlava  della salvaguardia della razza autoctona di mucca Grigia alpina e della produzione casearia dell’azienda, con  una degustazione dei loro formaggi, ecco che sul palco si affiancano spontaneamente Paolo Betti, cuoco dell’alleanza Slow Food e Marta Villa, antropologa culturale del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli studi di Trento, che da vent’anni si occupa di Terre Alte. E quello che avrebbe dovuto essere un momento informativo sull’azienda si è trasformato in un meraviglioso dialogo fra amici, in cui si sviluppavano e si intrecciavano esperienze e saperi diversi ma complementari: la salvaguardia di un territorio e di un paesaggio, il lavoro tenace di una famiglia cosciente, l’attenzione nel trasformare questi prodotti in cibo di qualità. Non è stata una semplice fiera commerciale, ma un momento di incontro, di confronto, di condivisione. 

Rosso fuoco, come l’entusiasmo con cui i quasi 4.500 visitatori hanno risposto all’appello e hanno animato queste due giornate, dimostrando che l’interesse verso uno stile di vita più attento e consapevole è sempre più presente nell’animo dei trentini (e non solo). Questo è ciò che ripaga gli organizzatori da tutte le fatiche spese per allestire la fiera. Questo è ciò che li motiva e li spinge a mettersi in gioco ancora e ancora, a mettere a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie, a condividere e cercare di realizzare i propri sogni.

Qualcuno ha parlato di una fiera green, ma per tutti questi motivi possiamo affermare senza tema di smentita che si è trattato di una fiera rosso fuoco. 

Nicola Curzel